Come riconoscere un vero (e buon) Aceto Balsamico di Modena IGP







Sul mercato esistono tanti tipi di Aceto Balsamico, ma come riconoscere il vero Aceto Balsamico di Modena IGP? Innanzitutto, la denominazione del prodotto deve essere Aceto Balsamico di Modena IGP, e non semplicemente “Balsamico” o “Aceto Balsamico”; sembra una sciocchezza!  Eppure in molti non sanno che l’unico e vero Aceto Balsamico IGP può essere prodotto solo ed esclusivamente a Modena o Reggio Emilia: non a Bologna, non a Milano, non a Roma. La sigla IGP sta appunto per “Indicazione Geografica Protetta” del territorio indicato nel nome del prodotto e deve essere accompagnata dal tipico bollino circolare giallo e blu. L’Aceto Balsamico può essere venduto a nome di un’azienda non Modenese, ma deve essere scritto il luogo di imbottigliamento. Scegliere un prodotto sulla cui etichetta c’è l’indicazione Prodotto e Imbottigliato in una provincia di Modena o Reggio Emilia è garanzia di una filiera più corta. Dopo esservi assicurati di avere tra le mani un vero Aceto Balsamico di Modena IGP, la seconda cosa importantissima da controllare sono gli ingredienti: i prodotti balsamici più naturali ne contengono solo due, Mosto Cotto e Aceto di Vino. Sono vietati zuccheri o addensanti. Preferite sempre i prodotti senza colorante E150d, detto anche caramello, perché la mancanza di questo ingrediente indica che il colore bruno scuro è stato ottenuto in maniera più naturale, cioè grazie alla selezione delle materie prime e a un maggiore affinamento in botte. In quarto luogo, l’acidità. Un Aceto Balsamico di Modena IGP ha sempre un’acidità minima del 6%, come previsto dalla legge. Se il vostro Aceto Balsamico ha un’acidità inferiore, allora non è un Aceto Balsamico di Modena IGP. Anche il formato della bottiglia è indicatore di autenticità: per l’IGP il Disciplinare di produzione ammette solo formati da 250 ml, 500 ml, 750 ml, 1 lt, 2 lt, 3 lt, 5 lt. Se il vostro Aceto Balsamico è in confezioni da 100 ml, allora non è un Balsamico di Modena IGP. Infine, non è consentito indicare gli anni di invecchiamento del prodotto, e non posso essere usati aggettivi qualificativi come “extra”, “fine”, “riserva”, “scelto”. Spesso le Acetaie utilizzano un numero diverso di medaglie per riferirsi alla maturità del prodotto, o dei nomi, come i nostri “Bronzo”, “Argento” e “Oro”. È consentita solo la dicitura “Aceto Balsamico di Modena IGP Invecchiato” quando l’invecchiamento in botte si è prolungato per almeno 3 anni. Queste sono piccole accortezze da prendere soprattutto all’estero, per tutelare il più possibile se stessi nella certezza dell’acquisto di un vero e proprio prodotto ITALIANO di qualità.